Quote latte, 2,4 mld€ da restituire agli allevatori I produttori di latte in regola hanno subito costi per le quote pari a 2,42 mld€
Roma, 26 luglio 2010
I produttori di latte in regola hanno subito costi per la gestione delle quote latte pari a 2,42 miliardi di euro dei quali 1,7 miliardi per l’acquisto di quote, 150 milioni per l’affitto di quote, 220 per il versamento del prelievo e 350 milioni per l’adesione alla rateizzazione prevista dalla legge 119/03.
E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti nel quale si sostiene tra l’altro che “se gli accertamenti in corso sono così “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti, ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca 2,4 miliardi di euro a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi”.
La questione quote latte è iniziata 30 anni or sono nel 1983 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte.
Il 1992 con la legge 468 poi il 2003 con la legge 119 e infine il 2009 con la legge 33, sono le tappe principali del difficile iter legislativo per l’applicazione delle quote latte in Italia. Degli attuali 40mila allevatori oggi in attività nel nostro Paese (erano 120mila nel 1996) sono solo un po’ più un migliaio (1300) quelli che devono alle casse dello Stato 1,7 miliardi di euro di multe maturate in questi ultimi anni.
Molti allevatori si sono messi in regola in questi ultimi anni, 15mila hanno rateizzato con la legge 119 del 2003, per 350 milioni di euro, mentre altri 220 milioni di “multe” sono stati regolarmente pagati in questi ultimi 12 anni. Con l’aumento di quota nazionale previsto dalla legge 33 quest’anno per la prima volta - riferisce la Coldiretti - il nostro Paese non supera la propria quota nazionale e quindi per la prima volta non saranno pagate “multe” all’Unione Europea.
Inoltre, con la stessa legge 33 circa 15mila posizioni (tra possessori di quota B, affittuari di quota e altri produttori) sono state sistemate. Restano ad oggi 1300 splafonatori (che hanno prodotto negli anni piu’ della quota assegnata) che non sono in regola e non hanno mai pagato multe ai quali l’emendamento nella manovra consente una ulteriore dilazione di sei mesi nel pagamento.
Le motivazioni di questa dilazione sono anche legate, secondo l’emendamento, alla necessità di accertamenti che lo Stato dovrebbe ancora fare sull’effettivo superamento, negli anni passati, da parte dell’Italia della quota assegnata. Ecco perché la Coldiretti, nel corso delle mobiltazioni in tutto il Paese, da Roma a Milano fino a Bari ha sostenuto che "se lo Stato si è sbagliato a fare i conti intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie".
Agri Service Documentario aziendale
Agri Service non è un supermercato, non è un centro commerciale nè un ingrosso.
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Nei centri commerciali si fa shopping, da Agri Service si fa la spesa, una spesa che ha il gusto delle tradizioni contadine teramane, una spesa che permette di difendere la nostra agricoltura e soprattutto una spesa attenta, scelta da consumatori curiosi ed esigenti che vogliono avere tutte le informazioni necessarie sui prodotti che andranno ad acquistare.
La nostra volontà è che tu consumatore abbia questa voglia di conoscenza anche quando ti trovi in un ristorante e chiedi informazioni, per esempio, circa l'azienda agricola dalla quale provengono la pasta, la carne, i formaggi, i salumi...
Avere la possibilità, nonchè il diritto di richiedere una "Carta dell'alimentazione" grazie alla quale poter discutere e scegliere tutto ciò che ci viene servito, proprio come accade soltanto con la famosa "carta dei vini" (e il vino rappresenta non più dell'1% della nostra alimentazione...!).
E' solo con questo atteggiamento che possiamo combattere insieme l'ignoranza alimentare ormai troppo diffusa!
Spostiamoci dal ristorante e torniamo a casa, più precisamente nella nostra credenza di casa ed osserviamo insieme!
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Andiamo nel frigo, prendiamo il latte (prodotto molto importante per l'alimentazione di tutta la famiglia...!): c'è scritto da quale stalla proviene e magari chi si è occupato della mungitura?
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Forse siamo un po' presuntuosi (un po' tanto, forse...!), ma con Agri Service questi dubbi sciompaiono!
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