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Crisi: per l’agricoltura cinque anni di declino
sei in Cia luglio 2010


Crisi: per l’agricoltura cinque anni di "declino"
Vanno giù valore aggiunto, produzione, prezzi e redditi. Costi alle stelle

Roma, 26 luglio 2010

La Cia: siamo in presenza di una situazione allarmante, come evidenzia anche l’ultimo rapporto sulla competitività dell’agroalimentare italiano dell’Ismea. Dal 2004 al 2009 lo scenario si è notevolmente deteriorato. Servono immediati interventi. I nostri agricoltori sempre più in affanno.

Cinque anni con il segno “rosso”. Per l’agricoltura italiana è una serie continua di dati negativi. Dal 2004 al 2009 crollano valore aggiunto, produzione, prezzi e redditi, mentre s’impennano i costi delle imprese. Il quadro è allarmante e senza precisi e concreti interventi il numero delle aziende sarà destinato a diminuire ulteriormente.

Sta di fatto che oggi oltre il 30 per cento è a rischio chiusura. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, anche sulla base del rapporto Ismea “La competitività dell'agroalimentare italiano- Check up 2010", mette in evidenza le gravi difficoltà che oggi gli agricoltori sono costretti ad affrontare.

Siamo in presenza -avverte la Cia- di una situazione complessa dove emerge un solo aspetto: quello dell’indifferenza nei confronti delle pressanti questioni che stanno fiaccando sempre più le forze imprenditoriali agricole. Una disattenzione, in particolare da parte del governo che negli ultimi due anni non ha tenuto nella minima considerazione le richieste che si sono levate dal mondo agricolo.

Solo tante promesse, ma nessuna misura in grado di dare una boccata d’ossigeno alle imprese. La manovra finanziaria, in discussione alla Camera, ne è il chiaro esempio. Ignorate sia la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali che la reintroduzione del “bonus gasolio”.

Insomma, uno scenario costellato soltanto da minacciose nubi. E questo si riscontra palesemente nel rapporto Ismea. L’agricoltura ha, infatti, registrato, dal 2004 ad oggi, un trend fortemente declinante del valore aggiunto (meno 11,5 per cento nel 2009, meno 0,5 per cento nel 2008, meno 3 per cento la variazione media annua 2004-2009).

Una dinamica negativa che accomuna l'intera Ue (meno 13,4 per cento la contrazione media del valore aggiunto nel 2009 e meno 2,6 per cento la media del quinquennio 2004-09), ma che -come mette in risalto il rapporto dell’Ismea- in Italia più che altrove ha falcidiato i redditi degli agricoltori.

Gli introiti delle aziende agricole nel nostro Paese -nota la Cia- sono, infatti, crollati del 21 per cento in un anno contro una media europea dell’11,6 per cento ed hanno subito una progressiva erosione negli ultimi cinque, senza neanche accennare al recupero che gli altri paesi europei hanno mostrato nel corso del 2007 per effetto dei rialzi dei prezzi.

In Italia, tra il 2004 e il 2009, i prezzi dei prodotti agricoli sono aumentati in media dell’1,5 per cento all'anno, mentre i costi di produzione del 4 per cento. Una “forbice” che si è ulteriormente divaricata nel 2009, a scapito soprattutto delle coltivazioni, con il crollo medio dei listini dell'11,6 per cento.

Altra “forbice” è quella tra i prezzi all'origine e quelli al dettaglio, che dopo una riduzione nel 2007 e nel 2008, sempre lo scorso anno, è tornata a crescere, in particolare per pasta, pane, latte e frutta, raggiungendo nel terzo trimestre il valore più elevato del quinquennio. Tuttavia, nel 2009 si è avuta una frenata dei listini sugli scaffali (meno 1,5 per cento il ribasso medio dei prezzi alimentari). E ciò ha permesso una leggera crescita dei consumi domestici delle famiglie italiane (più 0,5 per cento) che hanno potuto usufruire di una riduzione della spesa dell’1,7 per cento.

Comunque, nell’ultimo quinquennio il trend degli acquisti è stato stagnante: nel periodo 2004-2009 si è avuto un incremento di appena lo 0,8 per cento. La Cia segnala, inoltre, che il rapporto Ismea evidenzia una crescente attenzione delle famiglie, in particolare dei giovani nuclei con reddito medio basso, a far quadrare i bilanci, rimodulando il “paniere” dei consumi in risposta alle variazioni dei prezzi.

Rimane, però, significativa l'attenzione verso prodotti ad alto contenuto salutistico, come conferma l’incremento del settore biologico (più 7,6 per cento il tasso di crescita annuo tra il 2004 e il 2009 e più 6,7 per cento la variazione 2009/2008).

Agri Service
Documentario aziendale
Agri Service non è un supermercato, non è un centro commerciale nè un ingrosso.

Agri Service è la creazione di una fattoria che rappresenta in tutti i suoi aspetti un punto d'incontro tra te consumatore ed il mondo agricolo.

Nei centri commerciali si fa shopping, da Agri Service si fa la spesa, una spesa che ha il gusto delle tradizioni contadine teramane, una spesa che permette di difendere la nostra agricoltura e soprattutto una spesa attenta, scelta da consumatori curiosi ed esigenti che vogliono avere tutte le informazioni necessarie sui prodotti che andranno ad acquistare.

La nostra volontà è che tu consumatore abbia questa voglia di conoscenza anche quando ti trovi in un ristorante e chiedi informazioni, per esempio, circa l'azienda agricola dalla quale provengono la pasta, la carne, i formaggi, i salumi...

Avere la possibilità, nonchè il diritto di richiedere una "Carta dell'alimentazione" grazie alla quale poter discutere e scegliere tutto ciò che ci viene servito, proprio come accade soltanto con la famosa "carta dei vini" (e il vino rappresenta non più dell'1% della nostra alimentazione...!).

E' solo con questo atteggiamento che possiamo combattere insieme l'ignoranza alimentare ormai troppo diffusa!

Spostiamoci dal ristorante e torniamo a casa, più precisamente nella nostra credenza di casa ed osserviamo insieme!

Prendi un prodotto qualsiasi, ad esempio la pasta e controlla l'etichetta: c'è scritto il marchio commerciale oppure il nome dell'azienda agricola produttrice?

Prova a fare lo stesso con le confetture, con la passata di pomodoro, con l'olio o con qualsiasi altro prodotto che hai dinanzi!

Andiamo nel frigo, prendiamo il latte (prodotto molto importante per l'alimentazione di tutta la famiglia...!): c'è scritto da quale stalla proviene e magari chi si è occupato della mungitura?

Conosci il nome dell'allevatore delle carni che quotidianamente mangi con i tuoi figli? Ci piacerebbe davvero sapere la tua risposta!

Forse siamo un po' presuntuosi (un po' tanto, forse...!), ma con Agri Service questi dubbi sciompaiono!


Siamo a: Bellante stazione (TE) tel. 0861 230034 - L'Aquila - Montesilvano


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