<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mondoagricoltura</title>
	<atom:link href="http://www.mondoagricoltura.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mondoagricoltura.it</link>
	<description>Tutte le notizie sull&#039;agricoltura</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 Jul 2011 14:21:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
		<item>
		<title>Dalle notizie infondate sul batterio killer persi  300mln</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18482</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18482#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18482</guid>
		<description><![CDATA[Occorre fare al piu’ presto chiarezza perché la diffusione di notizie poi risultate infondate sul batterio killer hanno già provocato danni per oltre 300 milioni di euro all’agricoltura italiana perché hanno creato una ingiustificata psicosi che ha fatto crollare i consumi di prodotti sani ed essenziali per la salute. E’ quanto afferma la Coldiretti nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Occorre fare al piu’ presto chiarezza perché la diffusione di notizie poi risultate infondate sul batterio killer hanno già provocato danni per oltre 300 milioni di euro all’agricoltura italiana perché hanno creato una ingiustificata psicosi che ha fatto crollare i consumi di prodotti sani ed essenziali per la salute. </p>
<p>E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le verifiche in corso sulla morte di una bambina di 2 anni per le conseguenze di una sospetta infezione da Escherichia coli, per la quale peraltro non c’è al momento evidenza del legame con i casi in Germania secondo gli esperti.</p>
<p>Le troppe improvvisazioni che hanno interessato questa vicenda fin dal suo inizio hanno alimentato una drammatica crisi del comparto ortofrutticolo in Italia dove &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; operano 300mila imprese specializzate per una produzione attorno ai 25 milioni di tonnellate che genera un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e garantisce occupazione per 50 milioni di giornate di lavoro. </p>
<p>Roma, 30 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18482?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18482/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto di Messina: progetto definitivo</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18474</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18474#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 19:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18474</guid>
		<description><![CDATA[Il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina presieduto dall’Onorevole Giuseppe Zamberletti, su proposta dell’Amministratore delegato Pietro Ciucci, ha completato l’iter di approvazione  del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondoagricoltura.it/wp-content/uploads/2011/07/ponte_stretto_messina.jpg"><img src="http://www.mondoagricoltura.it/wp-content/uploads/2011/07/ponte_stretto_messina.jpg" alt="" title="ponte_stretto_messina" width="119" height="150" class="alignleft size-full wp-image-18475" /></a>Il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina presieduto dall’Onorevole Giuseppe Zamberletti, su proposta dell’Amministratore delegato Pietro Ciucci, ha completato l’iter di approvazione &#8211; avviato a metà giugno scorso &#8211; del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. </p>
<p>Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli ha dichiarato nell’occasione: “L’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è un’altra tappa importante verso la realizzazione del manufatto, opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il governo considera una priorità e per la quale ha riavviato le attività che erano state bloccate dal precedente governo.</p>
<p>Ringrazio la società  Stretto di Messina, il presidente Giuseppe Zamberletti, l’amministratore Pietro Ciucci, la società che progetta e realizza l’opera e quanti altri al Ministero che dirigo hanno speso il loro impegno con passione e dedizione per arrivare a questo risultato. Il Ponte è un’opera strategica che migliorerà il sistema dei trasporti e che darà impulso all’economia non solo di Sicilia e Calabria ma dell’intero Paese proiettandolo nel contesto mediterraneo con più forza. </p>
<p>Grazie ad essa sarà possibile, secondo stime caute ma molto attendibili, creare ricadute importanti per l’occupazione, circa 40.000 unità lavorative anno, che nell’area è una delle problematiche più pesanti. Auspico ora che le procedure successive di autorizzazione si attuino con solerzia per dare l’avvio ai lavori del manufatto nei tempi prestabiliti”.</p>
<p>Progetto Tecnico &#8211; Le numerose relazioni presentate sugli oltre 8.000 elaborati progettuali hanno permesso al Consiglio di verificare l’avvenuta conferma di tutte le impostazioni tecniche del progetto preliminare redatto dalla Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. </p>
<p>“La conferma delle impostazioni di ordine tecnico &#8211; ha commentato Pietro Ciucci &#8211; rappresenta un grande risultato e testimonia l’elevato livello della progettazione preliminare svolta dalla Stretto di Messina”.</p>
<p>Il progetto definitivo redatto dal Contraente generale Eurolink recepisce interamente le prescrizioni formulate dal Cipe con la delibera di approvazione del progetto preliminare, comprende nuove opere richieste degli Enti locali che migliorano l’integrazione fra il ponte ed il territorio, nonché gli adeguamenti alle sopravvenute norme tecniche e le ottimizzazioni progettuali. Il Cda ha preso atto dell’esito della complessa istruttoria tecnica predisposta dalla Stretto di Messina per la verifica e la validazione del progetto definitivo. </p>
<p>“Si tratta – ha sottolineato il direttore generale della Stretto di Messina Giuseppe Fiammenghi – di una attività mai realizzata prima in Italia nell’ambito della progettazione delle opere pubbliche che ha coinvolto oltre l’Area tecnica della Stretto di Messina, il Project Management Consultant (Pmc) – Parsons, il Soggetto Validatore &#8211; Rina Check S.r.l. organismo di controllo tecnico indipendente, il Comitato Scientifico e l’Expert Panel composti dai massimi esperti del settore (v. scheda tecnica). </p>
<p>Le nuove opere finalizzate ad una migliore integrazione del ponte con il territorio comprendono:</p>
<p>- una variante ferroviaria sul Versante Sicilia, che prevede lo spostamento della nuova Stazione di Messina da Maregrosso a Gazzi ed il conseguente allungamento, per circa 3 km in galleria, dei collegamenti ferroviari. Tale opera consente la riqualificazione delle aree attualmente occupate dagli impianti ferroviari per il recupero di una importante area fronte-mare messinese;<br />
- tre fermate ferroviarie in sotterraneo per realizzare un sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria. Si tratta della metropolitana a servizio degli oltre 400.000 abitanti dell’area dello Stretto di Messina;<br />
- lo spostamento a monte del tracciato autostradale lato Sicilia in corrispondenza degli impianti sportivi della città Universitaria in località Annunziata.<br />
- la nuova Area Direzionale (lato Calabria) progettata dall’architetto Libeskind, un intervento architettonico che apre nuovi scenari di assoluto rilievo non solo per l’area polifunzionale del centro direzionale del ponte, destinata ad ospitare strutture espositive, commerciali, congressuali ed alberghiere, ma anche per il lungo mare di Villa San Giovanni. </p>
<p>Piano economico finanziario – “Escludendo le nuove opere &#8211; ha affermato Ciucci – il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto a quanto stimato nel progetto preliminare.</p>
<p>L’investimento complessivo previsto nel piano economico finanziario viene aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi. I maggiori costi sono da mettere in relazione alle varianti rese necessarie dalle sopravvenute norme tecniche, alle varianti che hanno arricchito il progetto come la realizzazione del sistema metropolitano per l’intera area dello Stretto, il recupero di ampie aree fronte-mare e la realizzazione di un’area direzionale che con il progetto Libeskind diverrà un punto d’incontro di culture e di religioni al centro del Mediterraneo. </p>
<p>Il piano economico finanziario approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione, che ne ha verificato l’analisi di fattibilità finanziaria, conferma l’obiettivo di minimizzare i contributi statali ed assicurare al contempo il più ampio coinvolgimento dei privati nel progetto. A questo riguardo è stato confermato lo schema di finanziamento del progetto che prevede di raccogliere sui mercati finanziari oltre 4 miliardi di euro, così come previsto nel piano 2009. Nell’ambito del piano economico finanziario saranno individuate le risorse necessarie per la copertura dei maggiori fabbisogni graduati seconde l’avanzamento del progetto.  </p>
<p>Il piano è all’esame di consulenti finanziari, legali e per le analisi del traffico che hanno già espresso una prima valutazione positiva su presupposti e metodi”.    </p>
<p>Ambiente e Territorio &#8211; Nell’ambito della presentazione al Consiglio di Amministrazione del progetto definitivo, l’Amministratore delegato ha posto grande rilievo sui temi legati all’ambiente e al paesaggio. Per quanto concerne lo straordinario piano di monitoraggio ambientale predisposto dalla Società Ciucci ha ricordato che interessa un’area di 78 km2, ovvero circa 20 volte superiore a quella interessata dai lavori e copre 1.600 km2 di area marina. </p>
<p>Si sviluppa attraverso una rete di circa 2000 stazioni (centraline monitoraggio dell’aria, pozzi monitoraggio acque, sonde inclinometriche per controllo geomorfologico del territorio, ecc.) dedicate al monitoraggio costante di 14 componenti ambientali i cui risultati sono già a disposizione delle competenti autorità ed enti (v. scheda tecnica).<br />
E’ stato inoltre illustrato l’aggiornamento dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) condotto mettendo a confronto il progetto preliminare e il definitivo. </p>
<p>Dal confronto è emerso un complessivo miglioramento ambientale sia sotto l’aspetto progettuale (opere d’arte, varianti planimetriche, cantierizzazione) che quello più propriamente gestionale operativo (tecniche e tecnologie costruttive, sistema di gestione ambientale, progetto di monitoraggio) le cui impostazioni sono state condivise con la firma di Accordi con i Comuni interessati. Altro importate risultato deriva dallo Studio di Incidenza che ha risolto le problematiche legate all’estensione delle Zone Protezione Speciale (ZPS) avvenuta sul versante siciliano e sul versante calabrese nel 2005, dunque successivamente al SIA elaborato nel 2002. </p>
<p>Dalla verifica degli effetti indotti dalla realizzazione dell’opera sulle ZPS e Siti di Interesse Comunitario (SIC) risulta che le ottimizzazioni del progetto definitivo e le misure di mitigazione e compensazione previste escludono il verificarsi di effetti significativi su tali siti e garantisco il mantenimento degli obiettivi per la conservazione della biodiversità e tutela di habitat nonché specie animali e vegetali rari e a rischio, in linea con il sistema definito dall’Unione Europea “Rete Natura”. </p>
<p>Prossime tappe &#8211; Per quanto concerne le prossime tappe Ciucci ha precisato che: “Nei prossimi giorni, la Società inoltrerà la documentazione ai fini dell’apertura della Conferenza dei Servizi, tra gli altri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio ed a quello per i Beni e le attività culturali, nonché alle Regioni Siciliana e Calabria ed agli Enti locali interessati, avviando così la procedura prevista dalla Legge Obiettivo che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe”. </p>
<p>L’attuale timing per la realizzazione dell’opera prevede i seguenti passaggi: </p>
<p>- dicembre 2011 completamento lavori dell’opera propedeutica ferroviaria a Cannitello;<br />
- febbraio 2012 approvazione del Cipe e contestuale avvio gara per il reperimento dei finanziamenti;<br />
- progettazione esecutiva e apertura dei cantieri principali a partire dalla metà del 2012;<br />
- completamento dei lavori a fine 2018. </p>
<p>Roma, 29 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18474?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18474/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Organizzazioni professionali su  crisi dell&#8217;ortofrutta</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18473</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18473#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 15:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18473</guid>
		<description><![CDATA[In considerazione della grave crisi di mercato che sta attraversando il settore ortofrutticolo, con particolare riferimento alle pesche e alle nettarine, le quattro organizzazioni agricole, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, e Copagri, hanno predisposto un documento comune. Le organizzazioni agricole hanno condiviso che la crisi è dovuta ad una componente congiunturale e soprattutto a fattori strutturali in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In considerazione della grave crisi di mercato che sta attraversando il settore ortofrutticolo, con particolare riferimento alle pesche e alle nettarine, le quattro organizzazioni agricole, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, e Copagri, hanno predisposto un documento comune. Le organizzazioni agricole hanno condiviso che la crisi è dovuta ad una componente congiunturale e soprattutto a fattori strutturali in quanto si sono dimostrate inefficaci le misure relative alla programmazione, commercializzazione e promozione che hanno favorito prevalentemente, ancorchè indirettamente, il sistema della distribuzione.  </p>
<p>Pertanto, secondo le organizzazioni, è necessario intervenire con un piano di ristrutturazione del settore che preveda un adeguamento della strategia nazionale dell’attuazione dell’organizzazione di mercato dell’ortofrutta, che tenga conto in particolare della prevalenza delle risorse destinate alle fasi di produzione agricola. </p>
<p>Occorrono, inoltre, l’attivazione di un fondo mutualistico per affrontare le crisi, lo sviluppo di polizze multirischio, una riconversione varietale, la ristrutturazione delle attività commerciali delle organizzazioni dei produttori per evitare conflitti e concorrenza, rivedendo la normativa nazionale per la loro costituzione unicamente su base agricola, una migliore trasparenza della filiera commerciale, la razionalizzazione delle modalità di confezionamento, la definizione di un soggetto nazionale che in trasparenza asseveri le previsioni produttive, di mercato e di consumo,  misure il contrasto alla concorrenza sleale e il sostegno nei confronti di Bruxelles dell’aumento dell’indennità di ritiro. </p>
<p>Le organizzazioni agricole ritengono urgentissimo un autorevole intervento del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali nei confronti della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) finalizzato a sottoscrivere l’accordo interprofessionale pesche e nettarine, a regolamentare l’uso del sottocosto e della scontistica e a ridurre i tempi di pagamento sui prodotti deperibili.</p>
<p>Inoltre è necessario che il Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, con il coinvolgimento delle Regioni, attivi tutti i meccanismi previsti dalla regolamentazione comunitaria per le crisi di mercato. Nella difficile situazione di crisi vanno peraltro agevolati gli interventi sul credito a favore delle aziende agricole.</p>
<p>Roma, 29 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18473?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18473/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il crollo dei prezzi sui campi “raffredda” gli alimentari</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18472</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18472#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 12:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18472</guid>
		<description><![CDATA[Il “caro-benzina” mantiene alta l’inflazione a luglio (più 2,7 per cento) e pesa come un fardello sugli agricoltori, aumentando sensibilmente i costi di produzione per le imprese. Nonostante questo, nel corso del mese i prezzi degli alimentari hanno cominciato a “raffreddarsi”, calando dello 0,8 per cento su base congiunturale e attestandosi al più 2,3 per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il “caro-benzina” mantiene alta l’inflazione a luglio (più 2,7 per cento) e pesa come un fardello sugli agricoltori, aumentando sensibilmente i costi di produzione per le imprese. Nonostante questo, nel corso del mese i prezzi degli alimentari hanno cominciato a “raffreddarsi”, calando dello 0,8 per cento su base congiunturale e attestandosi al più 2,3 per cento sull’anno (in netta decelerazione dal più 3 per cento di giugno).</p>
<p>Merito soprattutto dell’andamento dei prodotti non lavorati, che sono diminuiti del 2,6 per cento su base mensile, principalmente per effetto del calo drastico dei prezzi di frutta (meno 11,4 per cento) e vegetali (meno 5,5 per cento). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le stime diffuse oggi dall’Istat.</p>
<p>L’agricoltura, quindi, contribuisce a contenere la “corsa” degli alimentari e tiene stabile l’inflazione -spiega la Cia- facendo da contrappeso all’ennesimo aumento delle quotazioni di energetici e trasporti. E tutto mentre il settore vive un momento di fortissima crisi, con prezzi sui campi non remunerativi (proprio i listini dell’ortofrutta sono crollati all’origine del 20 per cento in media) e con costi di produzione record, frutto del “boom” del gasolio agricolo (più 17 per cento a luglio). </p>
<p>Finora, però, la lieve flessione dei prezzi alimentari non ha aiutato i consumi a risalire la china. Il carrello della spesa degli italiani resta vuoto -conclude la Cia- con riduzioni significative per frutta e agrumi (meno 8,7 per cento), pesce (meno 7,5 per cento), latte e formaggi (meno 6,3 per cento) e carne bovina (meno 5,1 per cento). </p>
<p>Roma, 29 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18472?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18472/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crollo dei prezzi, da anguria (-47%) a pesche (-22%)</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18471</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18471#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18471</guid>
		<description><![CDATA[I prezzi della frutta estiva sono crollati alla produzione con cali che vanno dal 47 per cento dei cocomeri al 22 per cento per le pesche nella terza settimana di luglio rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione a luglio che evidenziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi della frutta estiva sono crollati alla produzione con cali che vanno dal 47 per cento dei cocomeri al 22 per cento per le pesche nella terza settimana di luglio rispetto allo scorso anno. </p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione a luglio che evidenziano però al consumo un incredibile ulteriore aumento del prezzo medio della frutta dell’1,6 per cento su base annua. Mentre i prezzi della frutta riconosciuti al produttore in campagna crollano &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; per i consumatori sugli scaffali del supermercato aumentano. </p>
<p>Si tratta del risultato – precisa la Coldiretti &#8211; delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano nel passaggio della frutta dal campo alla tavola. A causa delle inefficienze e delle eccessive intermediazioni nel passaggio della frutta dall’azienda agricola al carrello della spesa &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; i prezzi almeno triplicano, ma possono aumentare anche di 5 o 6 volte. Quest’estate si è allargata senza giustificazioni &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la forbice dei prezzi della frutta fresca tra produzione e consumo. </p>
<p>Una situazione che danneggia gli agricoltori costretti a lavorare in perdita ma &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; anche i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni piu’ vantaggiose. Gli esempi non mancano secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. </p>
<p>Le pesche gialle &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; vengono pagate agli agricoltori 35 centesimi al chilo, ma ai consumatori costano in media 1,9 euro al chilo con un ricarico del 413 per cento (piu’ di cinque volte), i cocomeri passano da 0,12 euro al chilo in campo a 0,6 euro al chilo sulla tavola con un aumento del 400 per cento (cinque volte ) e i meloni da 0,39 euro al chilo a 1,3 euro con un ricarico del 233 per cento (triplicano). Una situazione insostenibile nei confronti della quale si sono mobilitati gli agricoltori della Coldiretti dall’Emilia Romagna al Piemonte, dalla Puglia al Metapontino in Basilicata con campagne di informazione ai consumatori e distribuzione dei prodotti dell’estate, ma anche con le “ronde gialle” all’interno dei supermercati della grande distribuzione.</p>
<p>A determinare la crisi hanno concorso numerosi fattori di carattere congiunturale, ma soprattutto strutturale. A pesare è stato senza dubbio l’andamento meteorologico che ha provocato la maturazione contemporanea di produzioni diverse, ma non va dimenticata l’emergenza Escherichia Coli, il “batterio killer”, e la conseguente psicosi che hanno portato a un contenimento dei consumi. </p>
<p>Ma sotto accusa ci sono soprattutto l’inadeguatezza delle normative comunitarie per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato e la distribuzione commerciale. </p>
<p>Al di la dei fattori congiunturali, “occorre intervenire sulle strozzature e distorsioni che si verificano nel passaggio dell’ortofrutta dal campo alla tavola che sottopagano il nostro prodotto su valori insostenibili al di sotto dei costi di produzione e rendono troppo onerosi gli acquisti per i consumatori che spesso sono costretti a rinunciare ad alimenti indispensabili per la salute gli acquisti”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “ci vuole una assunzione di responsabilità dell’intera filiera che segue il prodotto da quando esce dall’azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati” perché nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c’è sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e consentire acquisti al giusto prezzo per i consumatori.   </p>
<p>Roma, 29 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18471?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18471/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Suinicoltura, gli allevatori hanno bisogno di certezze</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18470</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18470#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 09:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18470</guid>
		<description><![CDATA[Basta alle belle e inutili parole, agli annunci di impegni mai resi concreti. Oggi servono solo fatti tangibili. Il settore della suinicoltura italiana vive nel dramma. I produttori sono in grave emergenza. Migliaia di imprese rischiano di chiudere. C’è bisogno di una svolta reale. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Tavolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta alle belle e inutili parole, agli annunci di impegni mai resi concreti. Oggi servono solo fatti tangibili. Il settore della suinicoltura italiana vive nel dramma. I produttori sono in grave emergenza. Migliaia di imprese rischiano di chiudere. C’è bisogno di una svolta reale. </p>
<p>E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Tavolo di filiera convocato al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.</p>
<p>Ormai -avverte la Cia- il periodo dei Tavoli e delle intese interprofessionali mai rispettate deve finire. Il ministero ha convocato un Tavolo a cui partecipano tutti gli attori del comparto suinicolo per proporre un nuovo “Piano di settore della filiera suinicola”. Ma giova ricordare che già nel lontano dicembre 2007 si era arrivati alla firma di un “protocollo di intesa della filiera suinicola” che conteneva, all’articolo 2, le azioni del Piano di settore. Tuttavia, la situazione non è cambiata. E’ successo di peggio. </p>
<p>Lo scenario in questi anni si è aggravato ulteriormente, con pesanti conseguenze per le imprese. Gli allevatori hanno continuano a produrre in perdita: circa 20 euro a suino. Nessun provvedimento concreto è stato attuato.<br />
Le criticità da affrontare sono note da tempo. Per prima cosa -ricorda la Cia- l’accesso al credito, in modo di dare finalmente alle imprese di allevamento la capacità di proseguire l’attività, adeguando le strutture alle nuove esigenze del mercato.</p>
<p>Gli allevatori -sottolinea la Cia- sono pronti a confrontarsi sui temi della diversificazione produttiva (quanti e che tipo di suini produrre), ma l’industria di macellazione e trasformazione deve cessare di scaricare sul prezzo del suino i propri problemi di commercializzazione con la Grande distribuzione organizzata (Gdo). In questo senso il ministero deve, una volta per tutte, impegnarsi per sostenere le forme di concentrazione del prodotto degli allevatori che portino, altresì, alla definizione di nuove modalità contrattuali di filiera. </p>
<p>Anche per quanto riguarda l’etichettatura di origine delle produzioni la Cia crede che sia giunto il momento di smetterla con leggi e decreti che servono solo a fare comunicazione. Occorre, al contrario, procedere in modo spedito con interventi credibili che permettano concretamente, in etichetta, di far conoscere al consumatore la provenienza di ciò che mangia. </p>
<p>Dobbiamo, inoltre, dare voce reale alla parte agricola all’interno dei Consorzi di Tutela, particolarmente importanti nel settore suinicolo (Prosciutto di Parma, San Daniele, ecc.), per un rinnovato loro ruolo per la difesa del “made in Italy” e per la esportazione dei nostri prodotti di qualità all’estero. </p>
<p>Roma, 29 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18470?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18470/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma  controllo sementi soia e mais</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18467</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18467#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 16:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mipaaf]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18467</guid>
		<description><![CDATA[Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato portato a termine il Programma di controllo delle sementi di mais e soia destinate alle semine 2011. Il lavoro di analisi – condotto dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondoagricoltura.it/wp-content/uploads/2011/07/ministero_agricoltura1.bmp"><img src="http://www.mondoagricoltura.it/wp-content/uploads/2011/07/ministero_agricoltura1.bmp" alt="" title="ministero_agricoltura" class="alignleft size-full wp-image-18468" /></a>Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato portato a termine il Programma di controllo delle sementi di mais e soia destinate alle semine 2011.</p>
<p>Il lavoro di analisi – condotto dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN) e l’Agenzia delle Dogane – ha coinvolto anche gli organismi regionali al fine di razionalizzare l’attività ed evitare possibili duplicazioni e sovrapposizioni nei controlli. </p>
<p>Le analisi sono state effettuate su 1.249 campioni di mais e 493 campioni di soia e hanno evidenziato una bassa percentuale di irregolarità, rispettivamente dell’1,7% per la semente di mais e del 1,4% per la semente di soia.<br />
I campioni di semente risultati positivi alle analisi per la presenza di OGM sono stati posti sotto sequestro e si è provveduto a informare l’Autorità giudiziaria per i provvedimenti di competenza.</p>
<p>Roma, 28 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18467?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18467/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Puntare sulle Op per superare la frammentazione</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18465</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18465#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 15:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18465</guid>
		<description><![CDATA[È ora che la qualità dell’agricoltura italiana si accompagni alla competitività delle imprese. E perché questo avvenga la parola d’ordine è organizzazione della filiera. In una giornata di lavori, che si è svolta oggi a Roma, dedicata alla regolamentazione dei mercati e all’aggregazione dell’offerta, la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha aperto il confronto su un documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È ora che la qualità dell’agricoltura italiana si accompagni alla competitività delle imprese. E perché questo avvenga la parola d’ordine è organizzazione della filiera. </p>
<p>In una giornata di lavori, che si è svolta oggi a Roma, dedicata alla regolamentazione dei mercati e all’aggregazione dell’offerta, la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha aperto il confronto su un documento di proposte volte ad affrontare i problemi atavici dell’agricoltura italiana, affetta dalla tipica frammentazione aziendale e dalla scarsa forza contrattuale dei produttori nella filiera.</p>
<p>“È diventato sempre più urgente definire misure condivise in grado di regolamentare il mercato, con lo scopo di renderlo più equo ed equilibrato”. Ha affermato il presidente della Cia Giuseppe Politi. “Per questo è necessario lavorare per l’unità delle imprese, evitando però facili scorciatoie e ricette semplicistiche”.</p>
<p>Di fronte all’evidente necessità di regole per il mercato agricolo, la Cia rileva l’urgenza di un punto di svolta della politica agraria, che lavori seriamente a un rafforzamento e a una riforma delle Organizzazioni di produttori (Op), che devono diventare delle strutture economiche con funzioni d’impresa, costituite da agricoltori attivi e orientate a una gestione più equa dei rapporti di filiera.</p>
<p>“Le inefficienze delle organizzazioni di filiera sono la prima causa della scarsa competitività dell’agricoltura italiana”, ha sostenuto il responsabile del Dipartimento sviluppo agroalimentare della Cia Giuseppe Cornacchia, che ha ricordato i vantaggi di una filiera efficiente e organizzata, in grado di ridurre i costi burocratici e di sistema, di incrementare i redditi degli agricoltori, e di assicurare una più equa distribuzione del valore aggiunto a vantaggio degli agricoltori. </p>
<p>È assolutamente necessario -sostiene la Cia- partire dall’esperienza italiana dell’Ocm ortofrutta, per migliorarla, costruendo un modello nuovo che abbia una base esclusivamente agricola e che sia in grado di gestire i rapporti di filiera in modo da dare garanzie ai produttori. Cedendo il 75 per cento del prodotto aziendale alla Op, gli agricoltori contribuiscono all’accrescimento del valore aggiunto del prodotto che, aggregato, costituisce una massa critica in grado di stare sul mercato. </p>
<p>Si deve guardare alle Op -continua la Cia- come ai soggetti prioritari delle politiche agricole, che siano in grado di intercettare al meglio i finanziamenti pubblici, soprattutto in vista della nuova Pac. In tal senso, è indispensabile una razionalizzazione della Politica agricola comune, anche attraverso lo stanziamento di adeguate risorse per il rafforzamento del sistema delle Op.</p>
<p>Ma rafforzare le organizzazioni di produttori non vuol dire finanziarne l’avviamento, altrimenti il rischio è di una corsa ai contributi anche da parte di quelle imprese che non hanno realmente intenzione di crescere in queste forme di aggregazione. Piuttosto si finanzino le Op che dimostrano di avere una strategia competitiva e un progetto d’impresa valido per stare sul mercato.</p>
<p>La maggiore efficienza e capacità commerciale legata a queste forme di aggregazione -conclude la Cia- dà all’agricoltura una maggiore forza contrattuale nelle dinamiche interne alla filiera. Solo superando l’annoso problema del caratteristico “nanismo” dell’agricoltura italiana, si può lavorare all’accrescimento della competitività dell’agricoltura.  </p>
<p>Roma, 28 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18465?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18465/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ok del Cdm a disegno di legge per “zona franca” a Lampedusa</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18464</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18464#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 14:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18464</guid>
		<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, su proposta del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, un disegno di legge che contiene misure fiscali a favore di Lampedusa. Si tratta del primo passo, quello di competenza statale, per consentire la creazione di una zona franca extradoganale nelle isole Pelagie. In pratica lo Stato rinuncerà alla sua “quota” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, su proposta del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, un disegno di legge che contiene misure fiscali a favore di Lampedusa. </p>
<p>Si tratta del primo passo, quello di competenza statale, per consentire la creazione di una zona franca extradoganale nelle isole Pelagie. In pratica lo Stato rinuncerà alla sua “quota” (un terzo) dell’Iva pagata a Lampedusa. Analogo provvedimento dovrebbe essere adottato in sede europea e dalla Regione Siciliana, infatti Ue e Regione sono destinatarie degli altri due terzi del gettito IVA. </p>
<p>Il Governo ha assunto l’impegno di avviare l’iter per la modifica dei due regolamenti comunitari necessari per attivare l’area extradoganale sul territorio comunitario. </p>
<p>Analoga iniziativa è stata assunta dal Ministro dell’Ambiente per chiedere alla Regione di rinunciare alla sua “quota” di IVA. </p>
<p>“Con questo disegno di legge – afferma Stefania Prestigiacomo – abbiamo aggiunto un altro tassello al quadro degli interventi a favore di Lampedusa. Siamo convinti che rendere le Pelagie “area extradoganale” rappresenterebbe uno straordinario volano turistico e commerciale. Per questo abbiamo subito messo in campo uno strumento normativo nazionale e sosterremo con forza la nostra richiesta presso l’Unione Europea”. </p>
<p>Roma, 28 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18464?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18464/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CFS in servizio nei tribunali ordinari</title>
		<link>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18462</link>
		<comments>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18462#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 11:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mipaaf]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondoagricoltura.it/?p=18462</guid>
		<description><![CDATA[“Il provvedimento che ho firmato ha un’importanza storica: è la prima volta dalla nascita, nel 1822, del Corpo Forestale dello Stato che i suoi agenti presteranno servizio presso i Tribunali ordinari in tutto il territorio nazionale. È il riconoscimento dell’alta professionalità del personale appartenente al Corpo, in particolare nella prevenzione, nella repressione degli illeciti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il provvedimento che ho firmato ha un’importanza storica: è la prima volta dalla nascita,  nel 1822, del Corpo Forestale dello Stato che i suoi agenti presteranno servizio presso i Tribunali ordinari in tutto il territorio nazionale.</p>
<p>È il riconoscimento dell’alta professionalità del personale appartenente al Corpo, in particolare nella prevenzione, nella repressione degli illeciti in materia agroambientale e nella lotta alla contraffazione,  che costituiscono piaghe da debellare. Queste funzioni si aggiungono a quelle che storicamente fanno del Corpo una forza capace di tutelare l’ambiente, salvaguardare le risorse agroambientali, il patrimonio faunistico e naturalistico nazionale. </p>
<p>La presenza in tutta Italia degli agenti del Corpo è una garanzia per la sicurezza dei cittadini e dei nostri meravigliosi paesaggi rurali, dove nascono le nostre eccellenze alimentari. Voglio ancora una volta esprimere la mia gratitudine al Capo del Corpo, Cesare Patrone, e a tutti i forestali per il loro prezioso impegno quotidiano”.</p>
<p>Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ha commentato il decreto interministeriale tra il Mipaaf ed il Ministero della Giustizia relativo alla determinazione dell’organico della sezione di polizia giudiziaria delle Procure della Repubblica presso i Tribunali ordinari per il biennio 2011-2012. Gli applicati del Corpo Forestale dello Stato saranno 271 distribuiti in tutti i distretti in Italia.</p>
<p>Roma, 28 luglio 2011</p>
<div id="pfButton"><a href="http://www.mondoagricoltura.it/archives/18462?pfstyle=wp" title="Print an optimized version of this web page" style="text-decoration: none;"><img id="printfriendly" style="border:none; padding:0;" src="http://cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print"/><span style="font-size: 12px; color: #55750c;"> Print <img src="http://cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondoagricoltura.it/archives/18462/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

