Mondo Agricoltura

Legapesca: gestire responsabilmente il ritorno in mare

Lunedì 6 settembre riprendono l’attività i pescherecci adriatici di strascico e volante.

I compartimenti adriatici da Trieste a Brindisi, ad eccezione di Abruzzo e Molise, tornano in mare a conclusione della proroga, richiesta dalla Regione Marche e deliberata in seno all’Unità di crisi che ha esteso, seppur di pochi giorni, il periodo di interruzione delle attività di pesca per questi sistemi. 

Alla vigilia della conclusione del fermo pesca in Adriatico, Lega Pesca interviene per sensibilizzare, non solo i propri associati ma tutta la categoria,  sulla necessità di metter in atto, nelle prossime settimane, comportamenti tesi a massimizzare i benefici derivati dal prolungato  periodo di riposo del mare. 

Gestire in forma responsabile il ritorno in mare è una grande sfida – dichiara Ettore Ianì, presidente dell’Associazione:  la maggiore disponibilità di risorse non può né deve tradursi in forme di prelievo intensivo, che avrebbero ripercussioni negative non solo dal punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto economico per le imprese, dato il prevedibile abbassamento del prezzo dei prodotti sui mercati, in un contesto che già si caratterizza per la debolezza dei produttori nei confronti dei grossisti, della rete distributiva e dei commercianti. 

Peraltro, gestire in modo miope, leggero ed incosciente i benefici del fermo avrebbe esiti negativi anche sulla qualità della spesa pubblica, vanificando le risorse della Cassa Integrazione in deroga ottenute per il parziale ristoro dei costi socioeconomici a carico degli equipaggi.

Per dare massima efficacia al fermo, ritenuto strumento di fondamentale valenza insieme eco-biologica e socioeconomica, Lega Pesca non ritiene nemmeno sufficienti le cosiddette misure di fermo tecnico, che prevedono per le 8 settimane successive alla fine del fermo un giorno di stop settimanale il venerdì.

L’Associazione aveva richiesto non solo un allungamento del periodo del fermo almeno a 45 giorni consecutivi, ma anche l’estensione a 10 settimane delle misure dopo-fermo, con due giorni di fermo settimanale.

Siamo ottimisti nel proseguo della discussione sul fermo in seno all’Unità di crisi – dichiara Ianì, anche sulla scorta delle rinnovate richieste giunte negli scorsi giorni da parte di alcune Regioni, in particolare dalla Regione Puglia, di estendere il periodo di interruzione temporanea della pesca.

 E’ in calendario una nuova riunione dell’Unità di crisi, con l’obiettivo di valutare l’andamento della misura e lo stato delle risorse.  Questa potrà essere l’occasione – conclude Ianì – per impostare una riflessione a 360° su come innovare e migliorare l’impostazione e l’applicazione di questa fondamentale misura gestionale.

 Roma, 3 settembre 2010

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