Maso Maiano, esperienze di frutticoltura sostenibile
Circa 200 frutticoltori hanno partecipato oggi a Cles, in valle di Non, all’incontro “Porte aperte a Maso Maiano”.
Nell’azienda agricola dell’Istituto Agrario i tecnici sperimentatori del Centro Trasferimento Tecnologico hanno illustrato i principali risultati delle prove di meccanizzazione delle operazioni colturali, di regolazione della carica dei frutti, di architettura degli impianti e di difesa dalle avversità.
Filo conduttore delle varie tematiche affrontate, la sostenibilità in frutticoltura.
Difesa. Per il terzo anno consecutivo la ticchiolatura ha creato qualche preoccupazione tra i frutticoltori: interessanti risultati stanno emergendo però dalle prove di lotta tempestiva messe a punto dall’Istituto Agrario.
Proseguono intanto le esperienze di applicazione di strategie “a basso impatto”; ai frutticoltori è stata presentata l’evoluzione storica degli scopazzi con particolare riferimento al monitoraggio dei vettori a Maso Maiano.
Architettura impianti e meccanizzazione.
Per aumentare la sostenibilità della frutticoltura proseguono in val di Non le prove di meccanizzazione di diverse operazioni colturali fino ad oggi eseguite a mano o con l’ausilio della chimica, come la regolazione della carica, la potatura, il controllo della vigoria e la lotta alle malerbe. Anche nell’ambiente montano -affermano gli esperti di san Michele – allevare le piante in parete semplifica le operazioni colturali e predispone i frutteti alla meccanizzazione riducendo altresì la deriva.
Non solo Maso Maiano. Nel corso del pomeriggio sono state programmate visite in alcuni frutteti privati di Portolo che ospitano prove dimostrative di diradamento e potatura meccanica.
San Michele all’Adige, venerdì 3 settembre 2010



